Eventi

7a Festa dei bambini e delle famiglie, 22/9, San Vendemiano

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Denaro · Famiglia

Emigrare con tutta la famiglia: in quale paese d’Europa si sta meglio?

Photo credit Dustin Diaz @ Flickr
Photo credit Dustin Diaz @ Flickr

Se l’iniqua tassazione attuale verso le famiglie numerose in Italia dovesse aggravarsi ancora di più, in quale paese d’Europa emigreremmo? Mi sono fatto questa domanda lo scorso 25 maggio al Budapest Demographic Forum, in Ungheria. Immerso in una poltroncina della decima fila, mi entra in cuffia, tradotta dall’ungherese, questa frase: “La famiglia è al centro della politica del governo ungherese”.

L’amico italiano a fianco a me si agita sulla poltroncina. Ci guardiamo con una domanda negli occhi: abbiamo sentito bene? Sfilo dalla valigetta una matita ed un blocco per appunti e mi concentro sul relatore: sta parlando il primo ministro di Ungheria Viktor Orbán.

È cominciata così la mia esplorazione dei Paesi d’Europa dove la famiglia è al centro della programmazione dei governi. Dove i genitori possono avere orari flessibili al lavoro; dove le famiglie numerose non sono discriminate sulle tariffe di acqua, elettricità e rifiuti; dove il mercato del lavoro favorisce il reinserimento delle mamme dopo la prima, seconda, terza gravidanza.

E dove qualcuno potrebbe decidere di emigrare, armi e bagagli.

Fra 100 anni nessuno capirà più la Divina Commedia di Dante Alighieri

Se il calo demografico in Italia prosegue a questi ritmi, in un futuro non molto lontano non ci saranno più italiani a sufficienza per garantire la sopravvivenza della cultura italiana. Nessuno capirà più la Divina Commedia di Dante Alighieri. È questo il film che mi sono fatto quando ho confrontato i dati forniti dall’ISTAT sul calo demografico con quelli ungheresi. Negli ultimi 35 anni l’Ungheria ha perso 1 milione di abitanti: erano 10, ora sono 9 milioni. Di questo ritmo, si sono detti, scompariremo: noi ungheresi, lingua ungherese, cultura ungherese. A meno che.

Photo credit Chris Price
Photo credit Chris Price

In Polonia il governo ha investito 6 mln € nel progetto Families 500+

A meno che non investiamo sulla famiglia. In Ungheria l’hanno fatto. Anche in Polonia. Al Budapest Demographic Forum sale ora sul palco Elzbieta Rafalska, Ministro della Famiglia, Lavoro e politiche sociali della Polonia. Spiega che se calano le nascite, la popolazione diventa sempre più anziana e l’economia diventa meno competitiva, mentre aumenta la spesa sociale. Il governo polacco ha varato il programma Families 500+, con l’obiettivo di aumentare il numero di nascite, investire in capitale umano, ridurre la povertà tra i bambini. Il programma è partito nell’aprile 2016. Finora sono stati investiti 6 milioni di euro.

Hanno già notato un incremento del gettito delle tasse indirette (iva) del 13%. L’impatto del programma Families 500+ sulle famiglie è una maggiore sensazione di sicurezza, ha concluso la Rafalska, e questo ha portato un aumento dei consumi.

Photo credit Mikael Wiman
Photo credit Mikael Wiman

In Ungheria la famiglia fondata sul matrimonio non è solo nella Costituzione

Esco alla pausa caffé e mi guardo intorno incuriosito. Incrocio un giovane avvocato ungherese e sua moglie: hanno tre figli. Lo intervisto. Si chiama Gáspár Frivaldsky e parla un ottimo italiano. Mi spiega che in Ungheria la famiglia è veramente al centro delle politiche governative. E l’effetto si vede. I matrimoni sono in crescita del 46%, e nascono più bambini. L’Ungheria si è data entro il 2030 l’obiettivo di fertilità 2,1. Così sono sicuri di non scomparire dalla faccia della terra. Quale popolo vorrebbe scomparire, del resto?

L’Italia ha un tasso di fertilità di circa 1,3 figli per donna. Dante Alighieri quindi non dormirà sonni tranquilli prossimamente. Certo – qualcuno potrebbe replicare – con gli immigrati andiamo a pareggio. Davvero sicuri? Dopo l’ultimo censimento si è scoperto che anche gli immigrati se ne vanno. Inoltre, dovremmo essere certi che quelli che restano imparino l’italiano alla perfezione. E anche la Divina Commedia.

Provateci.

E poi fatemi sapere.

La Macedonia è l’unico paese d’Europa dove la natalità sta crescendo

Photo Felipe Fernandes
Photo Felipe Fernandes

È finita la pausa caffè e torno in sala. Parla un deputato del Parlamento Macedone, Vladimir Gjorchev. Ci informa che negli ultimi dieci anni in Macedonia la natalità è in crescita del 2,8%. Giusto per fare un paragone, in Italia siamo a meno 11,9%. Lo riscrivo anzi in grassetto per maggior chiarezza: -11,9%.

Dunque, annoto sul mio taccuino, i paesi dell’Europa centrale, dopo aver verificato i risultati di comunismo e liberismo, hanno deciso di non subire inerti il calo demografico. Hanno deciso di non scomparire. E di agire. E stanno creando un ambiente favorevole alla famiglia, con servizi concreti e investimenti. E le conseguenze sono positive ed immediate.

Esco al sole di Budapest e telefono in Italia: “Sì, stiamo bene… Anche il viaggio…e torniamo sabato”.

Forse.

Ma quanto tempo ci vorrà per imparare l’ungherese?

Fare figli c’entra con la felicità

Mentre faccio due calcoli per capire quanto occorra per imparare l’ungherese, sento quest’altra frase: “Fare figli c’entra con la felicità e la fiducia nel futuro“. Interessante. Ne parlerò la prossima volta.

 

 

 

Denaro

Programmazione famigliare: un documento da scaricare gratis per non dimenticare neanche una scadenza

Condividevo oggi con un amico questa considerazione: quando ti scade la patente, nessuno ti avvisa. Certo, capita una volta ogni 10 anni. Tuttavia un rapido sondaggio (e la mia esperienza diretta) mi porta a concludere che molti guidano con la patente scaduta senza saperlo (almeno fino a quando non ti ferma la polizia).

foto di rema1n5 su Flicrk
foto di rema1n5 su Flicrk

So esattamente cosa devo fare la prossima settimana, e quella successiva. Tuttavia per le incombenze quotidiane in passato ho dimenticato di pagare il bollo auto, ad esempio, o l’anniversario un famigliare.

Dopo aver provato diverse volte la sensazione spiacevole di sentirmi disorganizzato (io, poi, che cerco di tenere tutto sotto controllo) ho cominciato ad annotare le scadenze mese per mese in un foglio. No, niente smartphone o avvisi nell’agenda elettronica: per un inesplicabile motivo gli avvisi del telefonino catturano la mia attenzione per un istante troppo breve.

Ho così preparato una tabella che puoi scaricare gratuitamente da questo link:

programmazione_annuale_famigliare

Si tratta di uno schema con i 12 mesi dell’anno e 6 caselle per ciascun mese. Ogni mese ha quindi 6 categorie di attività da non dimenticare: Compleanni ed anniversari, Eventi, Attività da pianificare per tempo, Pagamenti, Manutenzioni ed una casella Altro per ciò che non riesco a classificare.

Il mio obiettivo è non arrivare a pensare alla manutenzione della caldaia ai primi freddi autunnali, quando i tecnici sono introvabili.

La programmazione famigliare annuale è compressa in un foglio A4 che tengo appeso in un punto visibile tutti i giorni (la parete del frigo, per capirci): posso così verificare per tempo le attività importanti del mese successivo.

Ho cominciato ad utilizzarlo lo scorso Gennaio ed ora, dopo i primi 4 mesi di utilizzo, lo condivido con gli affezionati 4 o 5 follower del mio blog. Posso confermare che – finora – ho evitato di scoprire che ieri dovevo pagare la polizza dell’auto e oggi quindi non posso circolare…

Programmare, molte volte, significa anche risparmiare sia tempo che denaro. Interessa?

Tempo

È tempo di …giudicare il tempo che passa

Come ormai tradizione dal 2013, prima delle feste natalizie la nostra famiglia scrive una lettera che condivide in privato con parenti e amici: più o meno 200 persone, senza contare i rispettivi figli.

belli_notizie

Almeno una volta all’anno proviamo ad invertire i ruoli: non è il tempo che ci insegue, dicendoci che siamo in ritardo su qualche scadenza (beh, capita a tutti, no?), ma siamo noi che guardiamo il tempo che è passato.

Guardiamo quanto di bello abbiamo vissuto e lo condividiamo con i parenti e gli amici lontani, attaccandoci qualche foto tra le più belle dell’album.

Il condensato di tutto questo è una letterina in pdf di 6-7 pagine, con foto, che inviamo singolarmente, via posta elettronica.

Se, per caso, sei lettore del blog e non hai ricevuto il “Belli notizie 2016” (può essere che ci siamo smarriti qualche indirizzo email), lasciaci un messaggio: te la manderemo in privato.

Ah, ecco, stanno già arrivando i primi commenti:

Bello tutto, molto bello, soprattutto dove si parla di sport, che è la vera medicina di ogni malessere, a quella e tutte le età. Naturalmente dopo la scuola; dall’ “alfabetagammadelta” al primo esame di università e poi a quel “gregge degli uccelli in cielo….”. Prezioso! Posso rubarlo per farne buon uso nella mia prossima conferenza, ovviamente citando la fonte “belliana”? Quanti anni ha l’autore futuro giornalista e scrittore?
Per il resto e per le foto, dalle quali si capisce che la salute è eccellente, complimenti e auguri.
zio F.

Ciao Enrico,
siete dei giornalisti nati. Complimenti!
Che belle facce…
Io sono già a … Ma il 3 sarò di nuovo sul pezzo! E la vita continuerà a Dio piacendo, e a me piace così com’è.
C.

Ottimo, non c’è che dire. In questi giorni, in giro,  ho sentito solo lamenti di malinconie e  miserie. Voi date dimostrazione che le cose della vita  possono essere prese con una sana, amabile, leggerezza.
E’ sempre piacevole leggervi. Bravi, ragazzi.
Franco

Grazie per il simpatico aggiornamento. Mi ha impressionato soprattutto la crescita di Tommaso. Ho letto e guardato tutto. Trasmette una grande energia  e positività.
Anna

Bravissimi, divertente lettura
Magari potresti fare un semestrale ? Mensile ? Ebdomedario? Insomma non lasciare il tuo affezionato pubblico nel deserto di informazioni troppo a lungo
Grazie grazie grazie
Susy

Sono riuscita finalmente a leggere la tua lettera…complimenti!!!!!!!!
BELLI QUESTI BELLI!!!!!
Elisabetta

Carissimi Ines ed Enrico,
grazie mille per gli originalissimi auguri di Natale.
Ileana e Alfio

Famiglia · Tempo

Come ripartire a Settembre senza farsi travolgere

Settembre: le vacanze sono finite...
Settembre: le vacanze sono finite… (foto dell’autore)

È arrivato il mese di Settembre e sono finite le vacanze quasi per tutti. Ogni anno mi prende una sottile angoscia: come farò a gestire la ripresa del ritmo casa-scuola-lavoro? Tanto più che quest’anno è un anno di svolta: ho una figlia o un figlio in tutte le scuole della Repubblica: il piccolo alla scuola dell’infanzia, un’altra alle scuole elementari, un’altra alle medie, il secondo al Liceo scientifico e la grande comincia l’Università. Per non farci mancare nulla, mia moglie ha appena aperto un asilo nido in famiglia… nel mio soggiorno, che si riempirà quindi di un’altra manciata di piccoli frugoletti.
Ci sarebbero tutti i motivi per un attacco di panico.

In realtà, anno dopo anno, penso di aver trovato l’antidoto per superare questo momento di particolare impegno. Quale? A casa Belli abbiamo (quasi) imparato a delegare. All’inizio però non è stato per niente facile. Ricordo che un giorno di 8 anni fa…

Delegare è (quasi) naturale. E aiuta a ripartire a Settembre.

È sabato pomeriggio di 8 anni e due figli fa, e per domenica aspettiamo parenti. Decidiamo quindi di presentarci con una casa ordinata. Beh, non possiamo fare tutto noi, dico a mia moglie: occorre delegare.

Mia moglie mi guarda perplessa ma non si oppone. Vado in camera dei ragazzi, do una occhiata in giro, e dico secco sfoderando la mia autorità: “Cos’è questo disordine, mettete subito tutto a posto!”. E me ne vado.
Il nostro secondogenito, all’epoca 8 anni, annuisce. Rimasto nella stanza con sua sorella, decide di partire da un elemento semplice, e in parte attraente: riordinare i fumetti. Si avvicina ciondolando alla libreria: guarda lo scaffale da sinistra a destra e da destra a sinistra, come per cercare una idea su come cominciare. Dai dorsi allineati emerge un Topolino di un verde brillante, mai notato prima. Ma l’ho letto o no questo Topolino, pensa tra sè e sè. Allunga il braccio, lo prende e consulta la copertina: pare di no. Nel dubbio comincia a leggerlo per fare una verifica approfondita. E così via, uno dopo l’altro.

Photo credit Demetrich Baker @ flicrk
Photo credit Demetrich Baker @ flicrk

Torno dopo un bel pezzo aspettandomi di trovare la camera riordinata e noto invece lui seduto sul pavimento, con tutti i fumetti sparsi intorno, tranquillamente immerso nella lettura. Mi arrabbio: “Ma cosa stai facendo, ti avevo detto di riordinare, non di leggere fumetti”.
Lui mi guarda sbalordito: “Ma io sto riordinando i fumetti”. Cosa vorrà dire “ordine” se non fare una suddivisione tra fumetti letti e fumetti non ancora letti? Così poi so a colpo d’occhio cosa leggere, mi avrebbe spiegato più tardi.

Suggerimento n.1

Non pensare che i tuoi figli ragionino al tuo stesso modo: quello che hai in mente tu non si trasferisce telepaticamente.

Cosa ho imparato

Il lavoro domestico in una famiglia numerosa è complesso, è giusto che i bambini aiutino i genitori. Fin qui il principio non fa una piega. Ma questo episodio mi fece capire di essere ancora impreparato a coprire la distanza tra la mia visione di adulto e quella dei bambini. Mio figlio non aveva ricevuto indicazioni di come riordinare la camera. Stava applicandosi nel compito che gli avevo dato con le informazioni e il tempo che aveva a disposizione. Lui stava riordinando i fumetti. Con un suo metodo e con i suoi tempi. Quello che avevo in mente io non gli era stato trasmesso per telepatia: per me riordinare significava fare tutto in 20 minuti senza distrarsi a leggere, ed era il risultato di una esperienza che lui non aveva ancora fatto.

Cosa non ho mai saputo

Mi è rimasta però una curiosità che solo tu, figlio mio, puoi soddisfare: i fumetti che hai letto per verificare se non li avevi ancora letti, li metti nel gruppo di quelli ancora da leggere? Vorrei proprio saperlo…

Photo credit Gerry Thomasen @ flickr
Photo credit Gerry Thomasen @ flickr

Cosa è accaduto poi

Ho cominciato a fare le cose insieme ai miei figli, in modo che mi vedano agire e così diano un senso preciso alle indicazioni che do loro. Così, un po’ alla volta, posso delegare dei compiti più complessi. Ad esempio: posso lavare la macchina mentre taglio l’erba del giardino. Ma di questo parlerò diffusamente nel libro “Come gestire una famiglia numerosa”.