Denaro · Famiglia

Emigrare con tutta la famiglia: in quale paese d’Europa si sta meglio?

Photo credit Dustin Diaz @ Flickr
Photo credit Dustin Diaz @ Flickr

Se l’iniqua tassazione attuale verso le famiglie numerose in Italia dovesse aggravarsi ancora di più, in quale paese d’Europa emigreremmo? Mi sono fatto questa domanda lo scorso 25 maggio al Budapest Demographic Forum, in Ungheria. Immerso in una poltroncina della decima fila, mi entra in cuffia, tradotta dall’ungherese, questa frase: “La famiglia è al centro della politica del governo ungherese”.

L’amico italiano a fianco a me si agita sulla poltroncina. Ci guardiamo con una domanda negli occhi: abbiamo sentito bene? Sfilo dalla valigetta una matita ed un blocco per appunti e mi concentro sul relatore: sta parlando il primo ministro di Ungheria Viktor Orbán.

È cominciata così la mia esplorazione dei Paesi d’Europa dove la famiglia è al centro della programmazione dei governi. Dove i genitori possono avere orari flessibili al lavoro; dove le famiglie numerose non sono discriminate sulle tariffe di acqua, elettricità e rifiuti; dove il mercato del lavoro favorisce il reinserimento delle mamme dopo la prima, seconda, terza gravidanza.

E dove qualcuno potrebbe decidere di emigrare, armi e bagagli.

Fra 100 anni nessuno capirà più la Divina Commedia di Dante Alighieri

Se il calo demografico in Italia prosegue a questi ritmi, in un futuro non molto lontano non ci saranno più italiani a sufficienza per garantire la sopravvivenza della cultura italiana. Nessuno capirà più la Divina Commedia di Dante Alighieri. È questo il film che mi sono fatto quando ho confrontato i dati forniti dall’ISTAT sul calo demografico con quelli ungheresi. Negli ultimi 35 anni l’Ungheria ha perso 1 milione di abitanti: erano 10, ora sono 9 milioni. Di questo ritmo, si sono detti, scompariremo: noi ungheresi, lingua ungherese, cultura ungherese. A meno che.

Photo credit Chris Price
Photo credit Chris Price

In Polonia il governo ha investito 6 mln € nel progetto Families 500+

A meno che non investiamo sulla famiglia. In Ungheria l’hanno fatto. Anche in Polonia. Al Budapest Demographic Forum sale ora sul palco Elzbieta Rafalska, Ministro della Famiglia, Lavoro e politiche sociali della Polonia. Spiega che se calano le nascite, la popolazione diventa sempre più anziana e l’economia diventa meno competitiva, mentre aumenta la spesa sociale. Il governo polacco ha varato il programma Families 500+, con l’obiettivo di aumentare il numero di nascite, investire in capitale umano, ridurre la povertà tra i bambini. Il programma è partito nell’aprile 2016. Finora sono stati investiti 6 milioni di euro.

Hanno già notato un incremento del gettito delle tasse indirette (iva) del 13%. L’impatto del programma Families 500+ sulle famiglie è una maggiore sensazione di sicurezza, ha concluso la Rafalska, e questo ha portato un aumento dei consumi.

Photo credit Mikael Wiman
Photo credit Mikael Wiman

In Ungheria la famiglia fondata sul matrimonio non è solo nella Costituzione

Esco alla pausa caffé e mi guardo intorno incuriosito. Incrocio un giovane avvocato ungherese e sua moglie: hanno tre figli. Lo intervisto. Si chiama Gáspár Frivaldsky e parla un ottimo italiano. Mi spiega che in Ungheria la famiglia è veramente al centro delle politiche governative. E l’effetto si vede. I matrimoni sono in crescita del 46%, e nascono più bambini. L’Ungheria si è data entro il 2030 l’obiettivo di fertilità 2,1. Così sono sicuri di non scomparire dalla faccia della terra. Quale popolo vorrebbe scomparire, del resto?

L’Italia ha un tasso di fertilità di circa 1,3 figli per donna. Dante Alighieri quindi non dormirà sonni tranquilli prossimamente. Certo – qualcuno potrebbe replicare – con gli immigrati andiamo a pareggio. Davvero sicuri? Dopo l’ultimo censimento si è scoperto che anche gli immigrati se ne vanno. Inoltre, dovremmo essere certi che quelli che restano imparino l’italiano alla perfezione. E anche la Divina Commedia.

Provateci.

E poi fatemi sapere.

La Macedonia è l’unico paese d’Europa dove la natalità sta crescendo

Photo Felipe Fernandes
Photo Felipe Fernandes

È finita la pausa caffè e torno in sala. Parla un deputato del Parlamento Macedone, Vladimir Gjorchev. Ci informa che negli ultimi dieci anni in Macedonia la natalità è in crescita del 2,8%. Giusto per fare un paragone, in Italia siamo a meno 11,9%. Lo riscrivo anzi in grassetto per maggior chiarezza: -11,9%.

Dunque, annoto sul mio taccuino, i paesi dell’Europa centrale, dopo aver verificato i risultati di comunismo e liberismo, hanno deciso di non subire inerti il calo demografico. Hanno deciso di non scomparire. E di agire. E stanno creando un ambiente favorevole alla famiglia, con servizi concreti e investimenti. E le conseguenze sono positive ed immediate.

Esco al sole di Budapest e telefono in Italia: “Sì, stiamo bene… Anche il viaggio…e torniamo sabato”.

Forse.

Ma quanto tempo ci vorrà per imparare l’ungherese?

Fare figli c’entra con la felicità

Mentre faccio due calcoli per capire quanto occorra per imparare l’ungherese, sento quest’altra frase: “Fare figli c’entra con la felicità e la fiducia nel futuro“. Interessante. Ne parlerò la prossima volta.

 

 

 

Famiglia · Tempo

Come ripartire a Settembre senza farsi travolgere

Settembre: le vacanze sono finite...
Settembre: le vacanze sono finite… (foto dell’autore)

È arrivato il mese di Settembre e sono finite le vacanze quasi per tutti. Ogni anno mi prende una sottile angoscia: come farò a gestire la ripresa del ritmo casa-scuola-lavoro? Tanto più che quest’anno è un anno di svolta: ho una figlia o un figlio in tutte le scuole della Repubblica: il piccolo alla scuola dell’infanzia, un’altra alle scuole elementari, un’altra alle medie, il secondo al Liceo scientifico e la grande comincia l’Università. Per non farci mancare nulla, mia moglie ha appena aperto un asilo nido in famiglia… nel mio soggiorno, che si riempirà quindi di un’altra manciata di piccoli frugoletti.
Ci sarebbero tutti i motivi per un attacco di panico.

In realtà, anno dopo anno, penso di aver trovato l’antidoto per superare questo momento di particolare impegno. Quale? A casa Belli abbiamo (quasi) imparato a delegare. All’inizio però non è stato per niente facile. Ricordo che un giorno di 8 anni fa…

Delegare è (quasi) naturale. E aiuta a ripartire a Settembre.

È sabato pomeriggio di 8 anni e due figli fa, e per domenica aspettiamo parenti. Decidiamo quindi di presentarci con una casa ordinata. Beh, non possiamo fare tutto noi, dico a mia moglie: occorre delegare.

Mia moglie mi guarda perplessa ma non si oppone. Vado in camera dei ragazzi, do una occhiata in giro, e dico secco sfoderando la mia autorità: “Cos’è questo disordine, mettete subito tutto a posto!”. E me ne vado.
Il nostro secondogenito, all’epoca 8 anni, annuisce. Rimasto nella stanza con sua sorella, decide di partire da un elemento semplice, e in parte attraente: riordinare i fumetti. Si avvicina ciondolando alla libreria: guarda lo scaffale da sinistra a destra e da destra a sinistra, come per cercare una idea su come cominciare. Dai dorsi allineati emerge un Topolino di un verde brillante, mai notato prima. Ma l’ho letto o no questo Topolino, pensa tra sè e sè. Allunga il braccio, lo prende e consulta la copertina: pare di no. Nel dubbio comincia a leggerlo per fare una verifica approfondita. E così via, uno dopo l’altro.

Photo credit Demetrich Baker @ flicrk
Photo credit Demetrich Baker @ flicrk

Torno dopo un bel pezzo aspettandomi di trovare la camera riordinata e noto invece lui seduto sul pavimento, con tutti i fumetti sparsi intorno, tranquillamente immerso nella lettura. Mi arrabbio: “Ma cosa stai facendo, ti avevo detto di riordinare, non di leggere fumetti”.
Lui mi guarda sbalordito: “Ma io sto riordinando i fumetti”. Cosa vorrà dire “ordine” se non fare una suddivisione tra fumetti letti e fumetti non ancora letti? Così poi so a colpo d’occhio cosa leggere, mi avrebbe spiegato più tardi.

Suggerimento n.1

Non pensare che i tuoi figli ragionino al tuo stesso modo: quello che hai in mente tu non si trasferisce telepaticamente.

Cosa ho imparato

Il lavoro domestico in una famiglia numerosa è complesso, è giusto che i bambini aiutino i genitori. Fin qui il principio non fa una piega. Ma questo episodio mi fece capire di essere ancora impreparato a coprire la distanza tra la mia visione di adulto e quella dei bambini. Mio figlio non aveva ricevuto indicazioni di come riordinare la camera. Stava applicandosi nel compito che gli avevo dato con le informazioni e il tempo che aveva a disposizione. Lui stava riordinando i fumetti. Con un suo metodo e con i suoi tempi. Quello che avevo in mente io non gli era stato trasmesso per telepatia: per me riordinare significava fare tutto in 20 minuti senza distrarsi a leggere, ed era il risultato di una esperienza che lui non aveva ancora fatto.

Cosa non ho mai saputo

Mi è rimasta però una curiosità che solo tu, figlio mio, puoi soddisfare: i fumetti che hai letto per verificare se non li avevi ancora letti, li metti nel gruppo di quelli ancora da leggere? Vorrei proprio saperlo…

Photo credit Gerry Thomasen @ flickr
Photo credit Gerry Thomasen @ flickr

Cosa è accaduto poi

Ho cominciato a fare le cose insieme ai miei figli, in modo che mi vedano agire e così diano un senso preciso alle indicazioni che do loro. Così, un po’ alla volta, posso delegare dei compiti più complessi. Ad esempio: posso lavare la macchina mentre taglio l’erba del giardino. Ma di questo parlerò diffusamente nel libro “Come gestire una famiglia numerosa”.

Famiglia · viaggi

Viaggi: cosa visitare a Urbino

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Un amico mi chiede un aiuto per programmare una visita ad Urbino: non aspettavo altra occasione per riordinare gli appunti della mia recente visita di 3 giorni nella splendida città del Montefeltro. Ecco cosa consiglio di vedere.

Museo Diocesano Albani

Oltre 10 sale raccontano la storia della ricostruzione del Duomo dopo il terremoto del 12 gennaio 1789 e – con bellissimi dipinti di epoca rinascimentale –  ricostruiscono la storia pittorica dell’epoca del duca Federico da Montefeltro (1422-1482) e successiva.

Bellissime le raffigurazioni della Madonna della Misericordia: ad esempio una statua legno policromo del secolo XV e il grande dipinto (oltre due metri per due) commissionato nella seconda metà del XVI secolo a Giustino Episcopi dalla Confraternità della Misericordia di Urbino.

DSC04259_particolare_Madonna_della_misericordiaI volti delle persone raffigurate sotto il manto di Maria hanno fisionomie ed espressioni molto diverse tra loro: è evidente che il pittore ha voluto raffigurare persone in carne ed ossa, come a voler rappresentare in forma pittorica l’espressione dell’Ave Maria “prega per noi peccatori”.

Curiosità: il dipinto della Madonna del Gatto di Federico Barocci, unico dipinto – che io ricordi – dove San Giuseppe ride.

Dove: è adiacente al Duomo di Urbino.

Ingresso: 3,50 €. Gratuito sotto i 18 anni.

Il mio consiglio: programmare minimo un’ora di tempo per la visita.

Oratorio di San Giovanni Battista

Un piccolo gioiello.

Un oratorio completamente affrescato da Jacopo e Lorenzo Salimbeni nel 1416 con una grande croficissione e il ciclo completo della storia di San Giovanni Battista.

IMG_1748_oratorio_san_giovanniDato che l’oratorio non è molto alto,  molti affreschi sono ad altezza d’uomo. Si può apprezzare sia la vista di insieme che i moltissimi particolare di ogni scena. Anche in questo caso mi hanno colpito i volti delle persone: come oggi, anche allora, le persone affrontano il problema cristiano secondo la loro libertà: ci sono gli entusiasti, i pensosi, i titubanti… chi di noi non si riconosce in ognuna di queste figure, nei diversi momenti della vita?

Nella piccola sacrestia, un bellissimo croficisso ligneo della stessa epoca.

Il mio consiglio: da visitare senza fretta. Dopo diversi minuti di osservazione ho infatti notato una figura ai margini di una delle scene, che sembrava travolta da una frana in una grotta. Ho chiesto al custode e mi ha spiegato che i Salimbeni volevano rappresentare intorno al Battista sia i cristiani sia coloro che in qualche modo sono “travolti” dalla vita e  non hanno fatto l’esperienza di essere sostenuti dalla fede nelle varie vicende della loro esistenza.

Ingresso: adulti 2,50 €, ragazzi 1,50 €. I bimbi sotto i 10 anni non pagano.

Dove dormire

IMG_1717_casa_dolce_casa_urbinoMi sono trovato molto bene al bed & breakfast “Casa dolce casa“della sig.ra Maria Ranocchi.

Casa dolce casa bed & breakfast a Urbino

Sarà forse perché la signora prepara ogni mattina per gli ospiti dolci fatti in casa (buonissime le sfogliatelle alle mele) o forse per la fantastica vista sulla città?

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